Nell'articolo precedente (che potete trovare QUI) abbiamo visto come una respirazione consapevole e profonda possa aiutare il rilassamento ed un miglior controllo della mente e del corpo. Vediamo ora, invece, quali benefici fisici possiamo ottenere da questo tipo di pratica.
Ciò che distingue la comune respirazione superficiale della profonda respirazione addominale è la parte recitata dal diaframma. Il diaframma è una elastica e flessibile membrana muscolare che separa il torace dalla cavità addominale. Quando il diaframma si contrae i polmoni vengono tirati da questo verso il basso; quando si rilassa i polmoni possono ritornare alla loro posizione di riposo essendo composti da un tessuto elastico.
Sebbene la maggior parte dei medici occidentali consideri ancora il diaframma come un muscolo relativamente poco importante, implicato solo passivamente nella respirazione, un rapido sguardo alla natura è sufficiente a rivelarci il fatto che l’uomo fu destinato a respirare anzitutto con il diaframma, non con la gabbia toracica e le clavicole. In seguito alla pigrizia, al fumo, all'inquinazione, alla costipazione e ad altri fattori, gli adulti, oggi, diventano invariabilmente superficiali respiratori col torace piuttosto che quei profondi respiratori addominali che avremmo dovuto essere.
Questo muscolo ha un collegamento diretto con il cuore tramite il legamento Frenopericardico. Il muscolo Diaframma se continuamente contratto resta abbassato (in retrazione) comprimendo lo stomaco dando la sgradevole sensazione di oppressione e peso. Abbassandosi, in più, mette in tensione il legamento Frenopericardico, inibendo il regolare funzionamento del cuore, possibile causa di stress psico-fisico e respiratorio.
La respirazione toracica impiega i muscoli intercostali per espandere a forza la parte superiore della gabbia toracica, abbassando così la pressione dell’aria nel petto, dove entra per suzione. Tuttavia questo lascia immobilizzata la parte inferiore dei polmoni, che è di gran lunga la superficie più estesa. Di conseguenza si devono fare circa tre respiri di petto per ottenere la stessa quantità di aria nei polmoni che si ottiene con un solo respiro diaframmatico.
Il dott. A. Salmanoff descrive come segue le funzioni respiratorie del diaframma:
“E’ il più potente muscolo del nostro corpo; agisce come una perfetta pompa, comprimendo il fegato, la milza, gli intestini e stimolando tutta la circolazione addominale e portale (rete di capillarizzazione a livello ipofisario, epatico e surrenale).
Comprimendo i vasi linfatici e sanguigni dell’addome, il diaframma aiuta la circolazione venosa dell’addome verso il torace.
Il numero di movimenti del diaframma per minuto è un quarto di quelli del cuore. Ma il suo potere emodinamico è molto più grande di quello delle contrazioni cardiache perché la superficie della pompa è molto più grande e perché il suo potere di propulsione è superiore a quello del cuore. Dobbiamo solo dare uno sguardo alla superficie del diaframma per accettare il fatto che agisce come un altro cuore.”
Andrew Taylor Still, padre dell’osteopatia e grande conoscitore dell’anatomia umana, descrivendo il diaframma toracico disse:
“Per mezzo mio vivete e per mezzo mio morite. Nelle mani ho potere di vita e morte,
imparate a conoscermi e siate sereni”
Maestro Hung Yi-hsiang
“Potete vivere due mesi senza cibo e due settimane senza acqua,
ma potete vivere solo pochi minuti senza aria”
La respirazione clavicolare, che è caratteristica dell’asma e dell’enfisema, è anche meno efficiente della respirazione toracica. Nella respirazione clavicolare, le clavicole vengono alzate per aprire la stretta parte superiore dei polmoni.
La respirazione deve essere molto rapida per fare entrare sufficienti quantità di aria entro quelle piccole tasche superiori dei polmoni controllate dalle clavicole. E, con una così piccola superficie esposta all’aria, il cuore deve pompare il sangue attraverso i polmoni più rapidamente che nel respiro profondo.
Purtroppo la maggior parte degli adulti hanno dimenticato da tempo come usare il diaframma per respirare: in realtà molti non sanno nemmeno di possedere un tale organo. Le donne sono specialmente inclini alla superficiale respirazione clavicolare.
Questa tendenza è collegata con la gravidanza, durante la quale la respirazione diaframmatica diventa impossibile data l’espansione dell’utero. Le donne, inoltre, tendono a portare vestiti che stringono la vita, dove anche la minima pressione basta a condurre il respiro in alto, verso la gabbia toracica e le clavicole.
Una respirazione completa , profonda, addominale dovrebbe impiegare tutti i tre i modi in una scorrevole e continua espansione dei polmoni, che comincia in fondo e non alla sommità. Il respiratore profondo, dapprima inala aria lentamente nel basso dei polmoni lasciando che il diaframma si espanda e si ritiri nella cavità addominale.
Quando il diaframma è pienamente espanso, i muscoli intercostali entrano in gioco per aprire la cassa toracica e riempire d’aria i polmoni medi. Quando la gabbia toracica raggiunge la sua piena espansione, chi respira fa un piccolo sforzo finale per alzare un poco le clavicole così che l’aria fluisca nelle strette tasche superiori dei polmoni. A questo punto le spalle tendono a inarcarsi e il collo si contrae, così quando il respiro è completo dovremmo deliberatamente rilassare e abbassare le spalle e allungare il collo.
La variazione di volume tra inspirazione ed espirazione crea un’alternanza di pressioni e depressioni sui grandi collettori venosi che portano il sangue carico di sostanze di scarto al cuore. E’ un mezzo di richiamo del sangue e della linfa da tutte le parti del corpo, dalle membra, dall’addome, dal midollo spinale.
Il drenaggio delle sostanze tossiche e il ritorno del sangue al cuore dipendono cioè dal vigore dell’alternanza di pressioni e depressioni sui tronchi venosi. Il sangue e la linfa che riescono a risalire nonostante il peso traggono costantemente beneficio da questo pompaggio ininterrotto.
Riducendo a meno della metà il numero dei respiri richiesti per minuto, la respirazione diaframmatica migliora di molto l’efficienza del respiro, risparmia lavoro al cuore e conserva energia vitale.
I taoisti misurano la lunghezza della vita non già contando i compleanni ma contando i respiri e i battiti del cuore: ogni respiro e ogni battito risparmiato adesso prolunga la vita.
La respirazione diaframmatica dà una potente spinta alla circolazione sanguigna facendola correre per il sistema senza provocare lavoro al cuore e migliora di molto la capacità dei polmoni. Perché ogni millimetro in più di cui il diaframma si stira durante l’inalazione, la capacità dei polmoni aumenta di un volume di 250-300 millilitri.
Recenti studi nel continente cinese mostrano che la maggior parte dei principianti nella respirazione profonda aumentano l’estensione del loro diaframma di una media di 4 millimetri dopo solo 6-12 mesi di pratica, il che significa che in meno di un anno aumentano la capacità polmonare di 1000-1200 millilitri.
Per scoprire di più sull'argomento ed imparare a lavorare sul tuo diaframma puoi partecipare ad un corso di formazione, un seminario valevole in ECP (Educazione Continua Professionale) o ad un ritiro nel quale approfondiremo anche i principi dell'Ayurveda con consigli pratici personali.